140 anni fa sbarcarono i primi italiani in Brasile

Nel 2015 si celebrano i 140 anni dai primi sbarchi di immigrati italiani in Brasile.
I primi italiani arrivarono nel Rio Grande do Sul nel 1875 partendo da Genova.
Gli emigranti sapevano la loro destinazione solo una volta arrivati nel porto, che poteva essere quello di Rio de Janeiro, Santos o Porto Alegre, ai margini del Lago Guaiba.
In quest'ultimo caso il viaggio non era finito: bisognava infatti risalire il fiume Caì fino a São Sebastião do Caí, la base di questo progetto di colonizzazione della zona (la regione di Bento Gonçalves, dove oggi si trova anche un parco tematico sull'epopea italiana).
Qui i nostri connazionali vivevano di agricoltura, inizialmente mais e frumento per poi arrivare alla vite portando la zona a primeggiare tutt'oggi nel paese come produttrice di vino. (vedasi la storia del paese chiamato Garibaldi).
Bergamaschi a Botuverà, nel sud del Brasile, sul finire del 1800
"Viene stimato che, tra il 1875 ed il 1914, entrarono nello Stato circa 100 mila italiani. Con un calcolo approssimativo, sul totale degli immigati, il 54% erano veneti, 33% lombardi, 7% trentini, il 4,5% friulani ed il restante 1,5% di altre regioni." da italia-portoalegre.eu.

il museo sulla storia dell'immigrazione italiana a Bento Goncalves
Negli articoli che mi è capitato di leggere sulla stampa brasiliana in questi giorni, l'immigrazione italiana viene paragonata agli attuali sbarchi sulle coste siciliane. A mio giudizio le due cose somo profondamente differenti!

COLONIZZAZIONE E MIGRAZIONE
Nell'Italia di fine '800 la situazione del Belpaese era drammatica: la terra rendeva poco, il grosso del raccolto andava al padrone per l'affitto, gli inverni erano rigidi, l'analfabetismo raggiungeva il 70%.
Lo stato incentivò quindi l'emigrazione di massa, verso terre fertili e prospettive di vita migliori.

Inizialmente dal nord Italia e poi dal resto della penisola partirono in milioni, molti dei quali in Brasile e soprattutto nel sud, quella Serra Gaúcha che ancora oggi risente visibilmente della cultura europea, italiana e tedesca in particolare.

Il viaggio in nave a vapore durava circa 40 giorni!
Gli italiani colonizzarono terre libere, ricreando nei paesi fondati le proprie comunità dove si parlava il proprio dialetto e si portavano avanti le proprie tradizioni. Veneti, Bergamaschi etc etc. (si veda la città di Botuverà e la sua festa bergamasca).

foto da globo.com - i viaggi in nave duravano anche 40 giorni
L'immigrazione di oggi verso l'Italia è cosa diversa. Si scappa sì da fame e guerra, ma sono i presupposti della terra di destinazione che sono totalmente diversi a quelli di 140 anni fa.

Se, per esempio, nel Rio Grande do Sul per popolare la zona vennero create appositamente dalle autorità brasiliane 2 colonie (Conte d'Eu e Dona Isabel) da "riempire" chiamando 40mila immigrati dall'Italia (d'accordo con delle imprese private), oggi in Italia la situazione è radicalmente differente.
Gli immigrati arrivano in un territorio saturo (il triangolo Milano-Torino-Genova può essere considerata una megalopoli con una densità di popolazione e un tasso di consumo del territorio senza pari al mondo), in crisi economica, senza lavoro e opportunità da offrire... tutto ciò porta a tensioni sociali, malcontento ed esasperazione.
L'Italia del 2015 non è l'America del 1875 purtroppo.

Monumento aos Imigrantes (Praça Achyles Mincarone, Bento Gonçalves)

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