Il Brasile post Mondiale è in recessione tecnica, in attesa delle elezioni di ottobre

In Brasile c'è qualcosa che non funziona

Il motore di una delle più grandi economie del mondo sembra essersi inceppato, nonostante questo sia stato l'anno dei Mondiali di Calcio brasiliani, con i miliardi di reais investiti in opere pubbliche.

Ricordate la presidentessa Dilma Rousseff, quando il Mondiale fu assegnato, annunciare anni di prosperità e felicità al Brasile? Toppato in pieno!

Nell'anno Mundial il Brasile è in recessione tecnica, con un -0.6% nel secondo trimestre rispetto ai primi tre mesi, e un pil del primo rivisto a -0.2%.
Nel 2014 l'economia crescerà solamente dello 0.48%, e nel 2015 raggiungerà solo il +1.1%.

Moody's declassa il rating del Brasile da stabile a negativo considerata la bassa crescita e il calo di fiducia degli investitori, frustrati dalla burocrazia, dai costi operativi e dalle carenze infrastrutturali (è stata inaugurata una monorotaia avveniristica a San Paolo, ma le autostrade e le ferrovie sono praticamente inesistenti).
La politica monetaria restrittiva della Banca Centrale Brasiliana non ha sicuramente aiutato.

Per quanto riguarda il cambio, negli ultimi due giorni il Real è passato da 2.23 a 2.29 dollari, e potrebbe arrivare a breve a 2.35.
In questo caso il cambio con l'Euro tornerebbe superiore ai 3R$ per un euro, dopo il piccolo rafforzamento ottenuto nei giorni scorsi dopo il taglio dei tassi realizzato da Mario Draghi.

A ottobre ci saranno in Brasile le elezioni presidenziali, a doppio turno, che vedono un testa a testa tra l'uscente Rousseff (PT) e Marina Silva (PSB).

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