Dalla strada alla rete: Anonymous Brasil e i pirati informatici anti-coppa

Da tempo seguo dalla rete la protesta contro la Coppa in atto in Brasile.

MOLTE PROTESTE,
MOLTA CONFUSIONE!

Le prime proteste iniziarono oltre un'anno prima dell'avvio dei Mondiali, e partirono dalla cosiddetta società civile (la famosa classe media) e dalle università. Gente esasperata dai continui scandali, dalla corruzione dilagante, dall'incremento della violenza e dalla presa d'atto che le promesse fatte nel 2007, anno di assegnazione al Brasile della Coppa da parte della FIFA, erano ben lungi dall'essere mantenute.
La protesta, che ha portato in strada migliaia di persone in un centinaio di città brasiliane e anche estere al motto "vem pra rua", aveva lo scopo di richiedere "meno stadi e più istruzione".


A queste proteste si sono affiancate nel tempo quelle degli sfollati dalle baraccopoli, di intere categorie di lavoratori (trasporti e polizia), associazioni animaliste, dei diritti umani etc etc, spesso represse duramente dalle autorità.
Il video delle ragioni della protesta già nel giugno 2013 fece in giro del mondo, come potete vedere qui

LA PROTESTA E' ANCHE NEL WEB!
Il web e i social network sono le piattaforme dove si discute e si programmano manifestazioni, come quella fuori dallo stadio di San Paolo in occasione dell'inaugurazione dei Mondiali, ma non solo.

Attacchi di pirateria informatica sono in atto da alcuni giorni con decine di vittime, anche illustri.
Sono stati colpiti infatti i siti della Bank of Brazil’s oltre a siti militari e dell'intelligence, come riporta il Financial Times. Colpiti siti legati alla coppa e anche i portali delle aziende sponsor come la Hyundai.

La pagina facebook di Anonymous Fortaleza tiene aggiornato il bilancio dei siti web attaccati, circa un centinaio.

La connotazione degli atti di pirateria è di stampo anarchico, contro la partitocrazia ed usa un linguaggio alla Beppe Grillo per intenderci.

Il fulcro della protesta nel web è ANONYMOUS BRASIL, attivissimo sui social network vantando ben 1,3 milioni di seguiti in Facebook.



IL MIO GIUDIZIO
Personalmente condivido la protesta originaria, non violenta e intelligente. Milioni di persone in strada hanno messo in luce i problemi del Brasile e hanno dato un duro colpo alla credibilità internazionale della presidentessa Rousseff. Il sabotaggio, il pirataggio, gli scioperi per rivendicazioni salariali vanno ben oltre alla semplice protesta!
Quel che è fatto è fatto, lo "Scusate il disturbo ma stiamo cambiando il Brasile" era giusto un'anno fa, ora bisogna cambiare il paese lavorando sodo e non creando ulteriori danni.

Chi non vuol vedere i Mondiali non li guarda, chi li vuole vedere pur criticando gli sprechi e la corruzione (come il sottoscritto) è libero di farlo.. A ottobre ci saranno le elezioni, ed è li che bisogna colpire: con il voto.

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